Artista: Turbonegro
Album: MACCHINA ROCK'N'ROLL
Editore: Scandinavian Leather Recordings / Universal
Genere: Rock
La band rock 'n' roll più irritante della Norvegia ha indossato di nuovo i suoi jeans attillati e si è lanciata verso nuovi pericoli. I Turbonegro, che suonano il loro punk rock sgangherato dal 1988, hanno conquistato sia gli skater punk di MTV che Jello Biafra, che li considera "la band europea più importante di tutti i tempi".
La band, che ha sofferto di frequenti cambi di formazione, torna alle sue radici con il nuovo album, ma in una veste diversa. La retrospettiva è raccontata nella traccia di apertura dell'album, Chrome Ozone Creation – The Rock N Roll Machine Suite Part I, che, come l'album Scandinavian Leather del 2003, narra un po' la storia delle reclute alfa del denim dopo un'introduzione ispirata all'AOR, prima di esplodere nel primo riff micidiale dell'album.
L'album presenta più sintetizzatori rispetto al passato, e sembra quasi che gli schemi di Scientology dell'ex cantante della band, Hank Von Helvet, si siano in qualche modo irrazionalmente e innaturalmente infiltrati nel sound dei Turbonegro. La band si è sempre affidata più a gesti provocatori e irriverenti che a un'esecuzione accurata, ma ogni album ha sempre avuto qualche riff di chitarra geniale e qualche ritornello. La mano di Happy-Tom, con i suoi riff, ha raggiunto ancora una volta alcuni livelli altissimi, ed è per questo che vale la pena ascoltare l'album con l'aiuto di una pinta di birra e un po' di lubrificante.
Autore: Jemo Kettunen











