È anche possibile "leggere" un disco in vinile con la luce, un po' come si fa con un CD usando il laser?
L'idea di base di una testina ottica non è un'invenzione completamente nuova. L'idea di una testina di lettura ottica per un giradischi risale agli anni '1950 e '60, quando vennero sviluppati vari metodi sperimentali di lettura dei dischi tramite la luce. All'epoca, la tecnologia si basava spesso sulla misurazione dei riflessi o delle differenze di luminosità sulla superficie del solco del disco, ma l'elettronica e i fotorivelatori di allora non consentivano ancora un'implementazione funzionale e commerciale. La moderna testina ottica, in cui il movimento dell'ago converte il percorso di un raggio di luce e un fotodiodo lo converte in un segnale elettrico, è un'innovazione relativamente recente. L'azienda giapponese DS Audio ha lanciato sul mercato il suo primo modello di produzione intorno al 2015 e da allora ha ampliato la sua gamma in diverse fasce di prezzo.
Una testina ottica è completamente diversa dalle tradizionali testine a magnete mobile (MM) e a bobina mobile (MC). In una testina ottica, lo stilo segue il tracciato del disco come di consueto, ma il suo movimento controlla un elemento ottico – come un piccolo specchio – che modifica il percorso del raggio di luce. La luce viene diretta verso un fotorivelatore, che converte queste variazioni causate dal movimento in un segnale audio elettrico. Poiché il segnale non è generato da fluttuazioni del campo magnetico come nelle testine tradizionali, la struttura ottica è immune a molte delle interferenze esterne a cui sono soggette le testine magnetiche.
Il vantaggio più significativo, tuttavia, risiede nella progettazione meccanica. Non dovendo movimentare pesanti bobine o magneti, la massa dello stilo e del braccio può essere mantenuta eccezionalmente bassa. Ciò riduce la risposta meccanica e migliora la risposta ai transienti, mantenendo bassi i livelli di rumore e ampia la risposta in frequenza. Il risultato finale è una riproduzione eccezionalmente pulita e precisa che non soffre (in linea di principio) delle stesse limitazioni della tecnologia delle testine convenzionali.
Tuttavia, un giradischi ottico richiede sempre un proprio preamplificatore, che si occupa della conversione del segnale ottico e della correzione RIAA. Questo rende l'intero sistema più costoso rispetto a un giradischi tradizionale e richiede una precisa compatibilità tra i componenti. In pratica, il mercato dei giradischi ottici è dominato da DS Audio. L'azienda offre modelli in diverse fasce di prezzo: il DS-E1, che costa circa 1.300 euro, include già il proprio preamplificatore, il modello di fascia media DS-003 costa circa 2.500 euro, mentre i modelli di punta come il DS-002 e il Grand Master hanno prezzi che variano da 7.000 a oltre 15.000 euro. In tutti i sistemi, il preamplificatore è una componente tecnicamente essenziale, e DS Audio offre anche preamplificatori phono separati di alta gamma per una riproduzione più precisa.
Importazione e vendita in Finlandia: Sala Hi-Fi Oy
Maggiori informazioni: DS Audio
Ecco come funziona la scatola audio ottica.










